Lavoro

Bankitalia: l’economia lucana continua a crescere


Nel 2022 l’economia lucana ha continuato a crescere, ma con un’intensità sensibilmente inferiore rispetto all’anno precedente, quando aveva recuperato gran parte del calo dovuto alla pandemia.

Secondo le stime dell’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) sviluppato dalla Banca d’Italia, nel 2022 l’attività economica è aumentata del 3,0 per cento a prezzi costanti.

Sull’occupazione ci sono stati 6.000 posti di lavoro in più in 4 anni, dopo l’emergenza Covid, e nonostante la crisi automotive e l’aumento dei costi energetici. Una crescita dell’occupazione in Basilicata superiore alla media nazionale.

Un altro dato importante da sottolineare: nel 2022 il tasso di disoccupazione del Mezzogiorno (14,3%) supera di oltre tre volte quello del Nord-Est (4,5%) e di due quello del Centro, con un picco del 17,1% in Campania. Di contro, il valore piu’ basso nel Nord si registra nel Trentino-Alto Adige/Sudtirol (3,0%), nel Centro in Toscana (6,0%), nel Mezzogiorno in Basilicata (7,1%).

Lo parole, in una nota, dell’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Cosimo Latronico:

Anche l’ultimo Rapporto di Banca d’Italia che osserva l’andamento economico e sociale della Basilicata per il 2022, conferma che la Basilicata recupera i livelli di crescita pre pandemia e la vivacità di settori legati alla risorse endogene, quali turismo, servizi, costruzioni, alimentare, minerario, che compensano le difficoltà di un settore in crisi come l’industria dell’auto.

In particolare, emerge un dato molto positivo dal settore delle costruzioni, che nel 2022 è cresciuto significativamente, con ulteriori prospettive di crescita legata agli investimenti di rigenerazione urbana previsti dal Pnrr, ma sostenuti anche dalla Regione Basilicata attraverso misure di sostegno alla rigenerazione dei borghi lucani con risorse complessive pari a circa 50 milioni di euro, distribuiti su oltre 36 comuni.

La crescita riguarda anche il settore terziario, anche in virtù della buona performance registrata dal settore turistico, per quanto ancora al di sotto dei livelli pre-pandemici, quando il settore era fortemente influenzato dall’effetto Matera 2019. Effetto che, per quanto in parte disperso come effetto della pandemia, dimostra ancora una buona capacità di tenuta nel trainare il turismo lucano, insieme alla riscoperta dei borghi e delle aree protette, anche questi temi centrali nell’agenda del governo regionale.

Questi dati positivi, come detto, bilanciano le difficoltà del settore automotive. Un settore, quello dell’auto, che pesa sul pil regionale e sulle sue esportazioni per il quale il governo regionale sta definendo una strategia con il governo nazionale per gestire l’impatto della transizione del sistema industriale e le sue ricadute occupazionali.

Restano incoraggianti i segnali dell’impatto delle politiche pubbliche regionali, come il bonus gas, che ha di fatto contribuito in maniera sostanziosa a dimezzare la spirale inflazionistica al 5%, la più bassa d’Italia, che rappresenta una tassa occulta per le famiglie.

Incoraggianti in termini di sviluppo occupazionale i programmi di interventi e di investimenti che saranno generati dai fondi Pnrr per 1,5 miliardi di euro ed i programmi comunitari riferiti alla nuova programmazione 2021/27 che avranno ricadute significative sul tessuto produttivo e sulla base occupazionale. Si prevede, infatti, che, al netto del valore del Fondo sviluppo e coesione, la Basilicata sarà destinataria di circa 1 miliardo di euro di Fondi europei.

La qualità dell’allocazione delle risorse ed il potenziamento della capacità amministrativa della Regione e degli enti pubblici saranno perseguiti con assoluta determinazione per cogliere l’impatto di uno straordinario ciclo di programmazione”.

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