Politica

Avvio Tempa Rossa: Rosella, non ripetiamo errori Val d’Agri

L’avvio dell’impianto di Tempa Rossa della Total dovrebbe accelerare l’iniziativa politica in vista della scadenza del protocollo di intesa con l’Eni che avverrà nel prossimo novembre per aggiornare la strategia complessiva della Regione sull’uso delle risorse energetiche. Lo afferma Angelo Rosella, segretario regionale di IdV, per il quale intanto è indispensabile, facendo tesoro delle esperienze maturate in tutti questi anni in Val d’Agri, scongiurare il pericolo che le comunità del Sauro vivano le stesse problematiche di quelle di Viggiano-Grumento e comuni limitrofi. Si tratta pertanto di programmare, in contemporanea con l’attività del primo pozzo Gorgoglione 2, le iniziative necessarie a realizzare quella rete di monitoraggio e prevenzione che in Val d’Agri ha mostrato troppi buchi e tra l’altro vistosi. Insieme alla tutela di ambiente, salute, territorio, attività agricole e produttive la priorità resta il lavoro.

Non possiamo accontentarci dei 30 giovani laureati e tecnici che la Total assumerà a Tempa Rossa. Il recente sciopero dei lavoratori della New Service srl, azienda che opera in subappalto all’interno del Centro Olio di Corleto Perticara, è in proposito significativo delle questioni ancora aperte sul fronte occupazionale perché attualmente troppi posti sono precari. Inoltre – dice Rosella – bisogna ritrovare l’autorevolezza per riaprire il confronto oltre che con le società petrolifere con il Governo nazionale tenuto conto che l’avvio di Tempa Rossa dovrebbe incrementare la produzione nazionale di altri 10 mila barili e arrivare a regime addirittura a 50 mila barili al giorno. Tutto questo potrebbe far arrivare l’output italiano nell’arco di un triennio, secondo quanto ipotizza Nomisma Energia , a 20,6 milioni di tonnellate di greggio aumentando i benefici delle royalties del 250% soprattutto nei confronti della Basilicata che contribuisce per l’80% alla produzione italiana (e dal 2000 ad oggi ha incassato 2,2 miliardi di euro escludendo i fondi del Programma Operativo Val d’Agri e altre compensazioni).
Un ulteriore approfondimento merita – secondo IdV – la questione delle piccole e medie imprese lucane i cui titolari ieri continuano a manifestare il forte disagio perché dalle commesse Eni non vadano completamente escluse.

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