Lavoro e Salute

Autismo: comunicare è possibile. La Logopedia favorisce l’interazione sociale



La Federazione Logopedisti Italiani (FLI) nei giorni scorsi,  in tutte le regioni italiane, ha celebrato l’evento della “Giornata Europea della Logopedia”, con una serie di iniziative tra le quali la distribuzione di opuscoli e la pubblicazione di documenti informativi sulle molte possibilità di cura dei diversi disturbi del linguaggio, del bambino,  dovuti a malattie neurologiche – per esempio la paralisi cerebrale e le conseguenti sindromi spastiche, in certi casi la sordità, l’autismo, le patologie neuro psichiatriche – accanto ai più diffusi disturbi evoluti d’apprendimento quali la dislessia, la disgrafia, la discalculia, spesso associati a deficit di attenzione, vi sono infatti casi più complessi- dice in un comunicato diramato dalla Dott.ssa Tiziana Rossetto Presidente della FLI – in cui la terapia logopedica può dare un contributo importante sotto il profilo comunicativo e sociale ( nell’ambito di un progetto riabilitativo multispecialistico) anche attraverso l’uso di strumenti tecnologici e ausili di compensazione, spesso indispensabili per abbattere le barriere della comunicazione.

L’Autismo è stato il tema della Giornata Europea della logopedia 2019.

L’Autismo – spiega Tiziana Rossetto – colpisce circa 78 mila persone, in prevalenza maschi (i casi riferibili ai disturbi dello spettro autistico sono 270 mila), manifesta sintomi unici, che impattano sulla capacità del linguaggio e sulle abilità sociali.


L’Autismo e disturbi dello Spettro Autistico (DSA) è caratterizzato da difficoltà interattive e comunicative.                                                                

I  segni tipici dell’Autismo  sono:

Lateralità dello sguardo: il bambino ha difficoltà a incrociare lo sguardo di chi parla.

Movimenti degli arti ripetitivi e a- finalistici: movimenti senza scopo apparente.

Ripetività nell’esecuzione di alcune attività.

I DSA non possono essere diagnosticati in modo attendibile prima del terzo anno di età.

Comportamenti del bambino:

Non risponde al suo nome

Non è capace di chiedere cosa desidera

Il linguaggio è in ritardo

Non segue le indicazioni che gli vengono date

A volte sordo

A volte sembra capace di udire altre no

Non indica e non saluta con la mano

Prima diceva qualche parola, ora non più

Non sorride socialmente

Sembra preferisca giocare da solo.

Una diagnosi precoce ed un tempestivo intervento  riabilitativo, ancor prima che il disturbo si esprima nella sua pienezza, possono significativamente ridurre l’interferenza sullo sviluppo, limitandone l’espressione dei sintomi.

Giulia Giarletta

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