Società e Cultura

Associazione Bene Comune Viggiano: Cammina…menti, sulle “gambe” delle royalties

Dando seguito al progetto “Cammina…menti” (escursioni sul territorio comunale e proposte di tutela e di valorizzazione delle sue peculiarità), l’Associazione Bene Comune di Viggiano, in un incontro pubblico, ha discusso con interesse e partecipazione delle caratteristiche di una località denominata “Rupi Rosse” (piccolo sistema roccioso, che, ricco di ferro, subendo l’effetto della ossidazione, “rosseggia” sotto i raggi del sole, soprattutto all’alba e al tramonto), che sovrasta un’area attraversata dal torrente Alli. Questa, sia a monte che a valle, è una delle più suggestive del territorio di Viggiano, sia sotto l’aspetto paesaggistico-ambientale che storico-culturale, in un’ottica di uso a fini eco-turistici del patrimonio naturale e antropologico.

Il tutto – si legge in una nota – da inserire nel progetto più complessivo di “non solo petrolio” e di un utilizzo mirato e proficuo delle royalties, che devono servire prima di tutto per aumentare il valore del “capitale” umano e ambientale, piuttosto che per azioni di corto respiro, che non hanno nulla a che vedere con la rigenerazione produttiva delle nostre risorse.

Sull’aspetto paesaggistico-ambientale del sito è intervenuto il dott. Antonello Priore, geologo, il quale, a seguito di recenti analisi sull’intera area, ritiene che il territorio percorso dal torrente Alli, affluente del fiume Agri, dal punto di vista geologico, geomorfologico e paleontologico, avendo conservato e testimoniando quei processi evolutivi che hanno forgiato il pianeta Terra fino a farlo diventare quello che oggi osserviamo, si possa considerare un “geosito”. Inoltre, quanto alle peculiarità floristico-zoologiche, esso mostra ambienti differenti: bosco (cerro, faggio, leccio…), sottobosco (rovo, alloro, biancospino, agrifoglio, pungitopo…) e specie diverse sia acquatiche (lontra) che terrestri (lupo e cinghiale). L’habitat contiene le potenzialità di un parco geologico-paleontologico-naturalistico, cui, tra l’altro, non manca una valenza di carattere storico.

Da questo punto di vista – ha detto il presidente dell’associazione bene Comune Vittorio Prinzi – non sono stati prodotti indagini o studi specifici sull’area; esistono, tuttavia, interessanti tracce che ci parlano del suo passato, grazie a presenze ed attività legate alla natura propria dei luoghi, isolati e ricchi di acqua. Si tratta del cippo di Pactumeia, dei mulini lungo l’Alli, dei ruderi di una chiesa sotto il titolo di S. Nicola delle Rupi Rosse, che faceva parte di un antico Monastero.

Per quanto riguarda i mulini alimentati dall’Alli, sappiamo che il mulino ad acqua era già conosciuto dai Greci e fu sempre più utilizzato e diffuso dai Romani per la molitura di cereali, sfruttando le risorse idriche. Una delle testimonianze dell’esistenza di tale attività in Val d’Agri fin dai primi secoli d.C. è data dal cippo funerario di Pactumeia (II sec. d.C.), rinvenuto a poca distanza dall’Alli, il quale indica la presenza sulle rive del torrente di un “primus magister pistor” (capo maestro mugnaio), padre della bambina ivi sepolta di nome Pactumeia.

Dati storici e antropologici lasciano pensare al prosieguo dell’attività molitoria nel periodo medievale e rinascimentale, poiché la coltivazione dei campi in quei secoli era prevalentemente destinata alla cerealicoltura e l’alimentazione era a base di farine ed ortaggi.

Tra le proposte emerse al termine del dibattito: saggi di scavi archeologici per il rinvenimento di reperti degli antichi fabbricati e realizzazione di un itinerario, dotato di segnaletica e cartellonistica didattica per descrivere le caratteristiche dei luoghi, creando in tal modo le condizioni favorevoli all’avvio di iniziative di escursionismo guidato per gruppi di visitatori o scolaresche.

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