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Arriva Muzing: l’app che permette di incontrarsi e conoscersi nei musei


Gli appassionati d’arte lo sanno: spesso trovare qualcuno con cui recarsi al museo non è così semplice. E ancora più difficile è andare al museo e fare conoscenze. Evidentemente però il team dell’azienda francese Culturaliv pensa che il museo sia un luogo adatto per trovare nuovi amici e magari un nuovo partner o una nuova partner: così, lo statunitense Timothy Heckscher e i suoi colleghi francesi Aurélie Hayot e Fabien Brossier, lo scorso 23 settembre hanno lanciato Muzing, una app gratuita per Android e iOS che potremmo ribattezzare come il “Tinder dei musei”.

Il meccanismo è semplice: si scarica la app (già disponibile sugli store: per info potete anche dare un’occhiata al sito www.muzing.org), si inseriscono alcuni dati e si cercano profili di altri utenti in linea con i propri interessi. Obiettivo: andare al museo assieme. “La nostra mission”, dichiara Heckscher, ideatore di Muzing, “è ispirare creatività attraverso connessioni umane significative, mostra dopo mostra”. I creatori infatti ritengono che “il ruolo del museo nella società sia importante e sottovalutato: il lavoro che i musei fanno ci informa sul nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro, e le storie che raccontano ispirano la nostra creatività e formano la nostra visione”. L’idea è che i musei stanno ripensando alla loro funzione nella società: e in questa ridefinizione passa anche il loro ruolo aggregatore. Perché dunque non facilitarlo con una app, si domandano i fondatori?

Quando ci si registra (l’interfaccia, in inglese, è semplicissima), si inseriscono alcuni dati personali obbligatori (nome, data di nascita, una fotografia) e poi si comunicano al sistema le proprie intenzioni: la app chiede infatti, oltre a una breve descrizione di voi stessi, le vostre preferenze in fatto di uomini o donne, in quale fascia d’età, e se al museo volete andare per fare amicizia, oppure per trovare la vostra futura anima gemella. Arrivano quindi le domande più specifiche: per esempio, il sistema chiede se al museo preferite fermarvi su ogni singola opera, aggirarvi soffermandovi solo su quello che accende il vostro interesse, o seguire il ritmo della persona con cui siete. A questo punto, esattamente come su Tinder, Muzing comincia a farvi vedere profili di persone che potrebbero incontrare i vostri gusti: scorrete dunque l’elenco dei profili che vi verranno presentati (verso sinistra per scartarli, operazione irreversibile, verso destra per tentare di connettervi) finché non troverete quello con cui cominciare a chattare (potrete farlo solo con chi ricambia il vostro interesse), e poi chissà.

Al momento, la app è diffusa solo in Francia, a Londra e a New York: abbiamo provato a registrarci geocalizzandoci nella nostra sede (Carrara), e i contatti più vicini che Muzing ci ha proposto risiedono a Parigi. Il programma, del resto, è in rete da soli cinque giorni, e ha tutto il tempo per diffondersi. Peraltro, Muzing dà anche la possibilità ai musei di registrarsi per inserire la propria programmazione: gli utenti, di rimando, possono mettere “like” alle mostre, in modo da dare agli altri la possibilità di filtrare sulla base del proprio interesse. Così, mettiamo, se voi detestate Renoir e trovate una persona che invece si è vista tutte le sue mostre nell’ultimo anno… potete andare sul sicuro e stare alla larga!

 

FONTE FINESTRESULLARTE.INFO

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