Antonio Tisci è stato ufficialmente nominato Presidente del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese dal Ministero dell’Ambiente, con un decreto che conferma una decisione già fortemente discussa a livello politico e giudiziario. La nomina arriva dopo una lunga fase di contenziosi e con una netta presa di posizione ministeriale che ha di fatto superato un pronunciamento contrario del Consiglio di Stato.
Una nomina al centro di un percorso complesso
Il percorso che ha portato alla nomina di Antonio Tisci è stato segnato da una serie di passaggi amministrativi e legali intricati. Dopo la revoca dell’ex Presidente Giuseppe Priore nel 2023, Tisci era stato inizialmente designato come Commissario ad acta, poi Commissario Straordinario del Parco. Tuttavia, la revoca di Priore era stata annullata dal Consiglio di Stato, che ne aveva riconosciuto l’illegittimità.
Nonostante ciò, il Ministero dell’Ambiente ha proseguito con la linea tracciata, sostenendo che la sentenza del Consiglio di Stato non avesse un effetto vincolante in merito alla nuova nomina. Si è così proceduto al decreto di nomina, registrato in data 08/08/2025, ma inizialmente privo di data ufficiale, probabilmente a causa dell’assenza dell’organo direttivo del Parco, sciolto precedentemente.
Una scelta dettata da logiche politiche
La decisione è letta da più osservatori come un atto politico, legato all’appartenenza di Antonio Tisci al partito Fratelli d’Italia. Non sono mancate le critiche, che mettono in dubbio la competenza specifica del nominato nel settore ambientale, sottolineando una dinamica di nomine basate su fedeltà politica piuttosto che su criteri meritocratici.
Prospettive e interrogativi per il futuro del Parco
Con la sua nomina, Antonio Tisci si trova ora alla guida di un’area naturale protetta di fondamentale importanza per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile del territorio lucano. Tuttavia, la sua leadership solleva interrogativi circa l’imparzialità delle future scelte gestionali e la reale priorità attribuita alla conservazione del patrimonio naturale.
In attesa della ricostituzione del Consiglio Direttivo del Parco, resta da capire quale sarà l’impatto di questa nomina su piani strategici, governance e politiche ambientali. Le aspettative si concentrano sulla capacità di Antonio Tisci di coniugare gli interessi locali con gli obiettivi istituzionali di tutela e valorizzazione del Parco.




