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Antonio Santomartino: “A Montemurro si sta tirando troppo la corda”


Con la delibera di consiglio n. 27 del 28 settembre scorso, sotto allegata, con qualche anno di ritardo, il Comune di Montemurro si accorge, e mette per iscritto, tutte le carenze denunciate in questi anni da associazioni e minoranza: dalla mancanza di un piano regionale di tutela delle acque agli effetti trans-comunali delle emissioni gassose del COVA. Tuttavia come potrete leggere nella lunga delibera consiliare, le proposte della minoranza e di Cova Contro sono ancora parzialmente ignorate: dalla radioattività dei reflui al controllo della catena alimentare – flora selvatica locale, ci sarebbe stato tanto di più da deliberare, ma i primi frutti della guerra interna al PD si intravedono. Adesso infatti la componente di Lacorazza, nevralgica a Montemurro, si riscopre in massa ambientalista: tutto pur di contrastare Pittella e l’ala renziana.

La giunta Di Leo scrive cose pesanti nel deliberato:”… occorre quindi anche prevedere un piano di sviluppo economico alternativo al petrolio, nonché rivedere il meccanismo delle compensazioni ambientali, tenendo conto che il Centro Oli è da considerarsi una centrale a norma dell’art. 9 della D. Lgs n. 625/96 che produce impatto ambientale sull’intera Val d’Agri e quindi anche su Montemurro;”.

Eppure i particolari sono abbondanti solo sul versante delle compensazioni economiche, come se i disastri fossero mitigabili con più soldi in cambio. Anzi un pò ingenuo è il continuo rimpallo con mamma Regione, chiamata in causa a fare quello che non ha mai fatto e mai farà, ossia secondo la giunta di Montemurro,  dovrebbe “… vigilare sulle migliori tecnologie disponibili ” usate da ENI ( proposta santa ma priva di basi perchè le migliori tecnologie disponibili se le autocontrolla il controllato e Roma dovrebbe provvedere a fermare questo conflitto d’interesse – ndr ), e poi Arpab non riesce a svolgere mansioni minime e vogliamo invece aggiungerne altre più specialistiche?

Viene giustamente richiesta l’estensione a Montemurro della VIS, un ricalcolo delle royalties a favore anche di Montemurro, e alla Regione viene chiesta una cosa che mai ha fatto e mai farà fino a quando la magistratura non provvederà in tal senso: “… richiedere alla Regione la tutela delle risorse idriche..” cosa impossibile con un’Arpab monca e sotto controllo politico.

La giunta di Montemurro chiede anche di “rivedere i limiti” di alcuni inquinanti, ma non dicono di rivederli al ribasso. Strano questo deliberato: si mette in premessa la tutela suprema della salute, si conoscono le carenze nei controlli ed invece di fermare precauzionalmente le attività, si chiedono solo soldi per danni ed attività i cui impatti sono già gravi ed ufficiali. Di Leo forse non ha ancora imparato la lezione di Papa FrancescoDio perdona sempre, la natura mai; e a Montemurro si sta tirando troppo la corda. Dalle querele annunciate siamo passati all’ambientalismo sbandierato, aspettiamo solo i fatti.

Capogruppo Consiliare – Antonio Santomartino

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