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Altra Basilicata: le elezioni abruzzesi sono un monito per i Lucani


Quanto accaduto, alle elezioni regionali abruzzesi, deve farci riflettere attentamente perché è il preludio di quanto potrebbe accadere in Basilicata il prossimo 24 marzo.

Abruzzo e Basilicata sono, infatti, Regioni molto simili sia per la situazione politica che si è venuta a determinare, dopo le scorse elezioni politiche, sia per alcune problematiche che accomunano i due territori (in primis il problema delle estrazioni petrolifere).

I dati su cui concentrare l’attenzione restano essenzialmente tre: 1) il forte astensionismo; 2) il calo eclatante del Movimento 5 Stelle; 3) la vittoria schiacciante della Lega.

Tre dati questi, fortemente legati tra di loro, in quanto rappresentano la diretta conseguenza di una situazione politica molto chiara. All’indomani delle elezioni politiche nazionali, in molti avevano pronosticato che l’alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle sarebbe stata un abbraccio mortale che avrebbe determinato una fagocitazione del Movimento da parte del Carroccio. In effetti, la fagocitazione, dapprima sui temi importanti del dibattito politico, poi, addirittura sui principi fondanti, che sono stati messi in discussione da Di Maio e Company pur di assecondare l’alleato, ora è divenuta una vera e propria donazione di voti.

Il Movimento abruzzese perde consensi e non riesce a convincere l’ampia fetta di elettorato indeciso, deluso, amareggiato, scontento che continua a non votare. Nonostante cinque anni di opposizione, in consiglio regionale, malgrado la forte propaganda di questi anni e la calata di ministri e big del partito (ieri movimento), Sara Marcozzi non convince e consegna la Regione abruzzese al Centro destra ma soprattutto alla Lega di Salvini che, incurante delle disposizioni di legge sul silenzio elettorale, interviene, a gamba tesa, invitando a votare per il suo partito. Nessuno è al di sopra della legge, tantomeno un ministro!

E’ questo il quadro che si presenta e i numeri sono impietosi. Nonostante i tentativi di giustificare il dato elettorale, da parte del Movimento 5 Stelle, resta la dura realtà della matematica a dirci che la Lega ottiene oltre il 28% dei consensi elettorali mentre il Movimento scende sotto il 20%.

Debacle del Movimento e trionfo della Lega, ma anche sconfitta di un centro sinistra che, neppure se va unito, riesce più a convincere gli elettori e a evitare l’ascesa trionfale di Salvini.



Dati questi che devono interessare anche noi lucani perché manca poco al voto anche nella nostra Regione. Un voto che, nonostante surreali proiezioni elettorali e nonostante le illusioni di qualcuno, rischia di essere la fotocopia di quello Abruzzese.

Il Movimento, infatti, non riesce ad essere argine, rispetto alla Lega, anzi è percepito proprio come il ponte che ha consentito a Salvini di sfondare oltre il Rubicone e di fare la sua cavalcata vittoriosa verso le regioni del sud Italia e a regalare l’autonomia differenziata, alle regioni del nord, che se attuata, porterà alla disfatta del sistema sanitario nazionale e della scuola pubblica.

Ecco perché occorre offrire una risposta politica, seria e credibile, che convinca quella parte di società che, oggi, non si riconosce negli attuali schieramenti politici in campo. Ecco perché occorre chiedere ai cittadini, da sempre impegnati nel sociale, nelle lotte per i diritti e per l’ambiente di assumersi una responsabilità. Rimanere a guardare, mentre la Lega si prepara a sfondare anche in Basilicata, con un Movimento 5 Stelle incapace di essere alternativo, significa essere responsabili di quanto accadrà poi. La vittoria della Lega, infatti, è la vittoria dei petrolieri, è la vittoria della politica dei “porti chiusi”, è la vittoria del becero populismo e dell’antimeridionalismo.  Se intellettuali e ambientalisti, per una volta, comprendessero l’importanza della partita che si gioca nei prossimi giorni, se chi si dice alternativo, a questa pseudo cultura politica, riuscisse a comprendere che occorre aprirsi ad un vero movimento civico e non chiudersi dentro un recinto, se chi teme per il futuro della Basilicata comprendesse che è già tardi e non si possono continuare ad immaginare soluzioni al ribasso, tanto per fare presenza in una competizione elettorale, allora, forse, una speranza per la Basilicata ci potrà essere.

Altra Basilicata ci sarà per senso di responsabilità. Altra Basilicata lotterà per offrire una alternativa ai tanti indecisi e delusi della politica. Altra Basilicata continuerà il percorso intrapreso, mesi fa, per offrire una speranza ai tanti cittadini che vogliono abbracciare un progetto politico di ampio respiro.  Ai tanti, che oggi preferiscono rimanere in disparte, ricordiamo che la Basilicata è di tutti e che occorre un impegno diffuso per evitare il continuo spopolamento e consegnare, definitivamente, la nostra terra, a chi ha sempre disprezzato e continua a disprezzare il Sud e persegue politiche energetiche e di sfruttamento delle risorse distruttive.
ALTRA BASILICATA
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