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Acqua contaminata in mare: sequestrato impianto nucleare di Rotondella

Al centro di un’indagine della Procura di Potenza lo smaltimento delle acque nel sito Itrec in provincia di Matera, Basilicata, che sarebbero state sversate nello Ionio senza essere state prima trattate. Almeno 5 gli indagati. I gestori: nessuna anomalia radiologica.

Tre vasche di raccolta dell’impianto nucleare Itrec di Rotondella, in provincia di Matera, sono state sequestrate per fermare lo scarico nel mar Ionio di acqua contaminata proveniente dal sito. Si tratta delle vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico. Il sequestro è stato disposto dalla Procura di Potenza nell’ambito di un’inchiesta per inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti. I gestori hanno però replicato: “Nessuna anomalia radiologica”.

Almeno 5 indagati

Sarebbero almeno cinque le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Potenza. Si tratterebbe dei referenti dei procedimenti di controllo e smaltimento delle acque. L’indagine è cominciata lo scorso anno in Basilicata: i fascicoli sono poi passati per competenza alla Procura distrettuale del capoluogo lucano. Lo smantellamento del sito, che ha chiuso l’attività dopo il referendum sul nucleare del 1987, potrà comunque proseguire.

L’acqua contaminata non veniva trattata

L’impianto di Rotondella è gestito dalla Sogin e il sequestro riguarda anche l’impianto “ex Magnox”, che si trova nella stessa area. Le indagini sono cominciate dal “grave stato di inquinamento ambientale causato da sostanze chimiche” – cromo esavalente e tricloroetilene, che sono cancerogene – in cui si trova la falda acquifera sottostante il sito nucleare. Le sostanze sono usate per il riprocessamento di barre di uranio-torio. Secondo quanto appurato dall’inchiesta, l’acqua contaminata “non veniva in alcun modo trattata”: attraverso una condotta, “dopo aver percorso alcuni chilometri, si immettevano direttamente nel mare Ionio”. Di conseguenza, “in via d’urgenza” la Procura distrettuale di Potenza ha disposto il sequestro, eseguito dai carabinieri del Noe. Lo smantellamento dell’Itrec “obbligherà” comunque “i responsabili dei siti – sotto la diretta vigilanza della procura della Repubblica di Potenza – ad adottare le indispensabili misure a tutela dell’ambiente e della salute pubbliche che fino ad oggi non erano state prese”.

I gestori: nessuna anomalia radiologica

I gestori della Sogin hanno replicato con una nota precisando che  non c’è “nessuna anomalia radiologica all’interno dell’impianto Itrec di Rotondella. Gli scarichi delle acque sono effettuati in conformità con la formula di scarico; non vi è alcun pericolo per i lavoratori, la popolazione e l’ambiente”. Secondo quanto fanno notare i gestori, l’analisi di rischio avviata da Sogin nel 2015 e “approvata il 10 aprile 2018 dalla Conferenza di Servizi e in attesa dell’ultimo parere dell’Ente provinciale, ha individuato come probabile fonte primaria di contaminazione una sorgente esterna al perimetro delle attività di Sogin. Si è in attesa delle determinazioni per procedere all’avvio delle attività di bonifica”, afferma la società.

FONTE: TGCOM

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