Lavoro e Salute

Accelerare progetti Regione per idrogeno verde da candidare al Pnnr


Non c’è tempo da perdere. L’Avviso pubblico del Mite per i territori che intendono realizzare in aree industriali dismesse (dal PNRR 500 mln €, 50% alle Regioni del Sud) centri di produzione e distribuzione di idrogeno, prodotto utilizzando unicamente energia da fonti rinnovabili, ha fissato il termine all’11 febbraio 2022.
Nelle scorse settimane, la Regione Marche, anticipando la pubblicazione dell’avviso, ha avviato una procedura regionale per velocizzare l’iter delle proprie candidature.
Non possiamo perdere l’opportunità di candidare ufficialmente la Basilicata ad ospitare centri di trasformazione energetica per la produzione di energie alternative, incluso l’idrogeno, prima che Eni pensi ad altre aree del Paese, contando innanzitutto sulle ingenti risorse naturali di cui è ricca la regione. Determinante sarà la qualità del progetto e le motivazioni del sito da individuare per quello che in Basilicata deve rappresentare il nuovo distretto energetico che guarda al superamento del distretto Eni Val d’Agri e in sintonia con i nuovi programmi che riguardano Melfi, in particolare il progetto di una centrale di gas naturale (metano), ad opera della multinazionale Wärtsilä.
L’occasione del Pnrr è “storica”. La Basilicata deve perseguire l’obiettivo della graduale cessazione della produzione elettrica con il fossile, compensata oltre che dalla forte crescita dell’energia rinnovabile, da un piano di interventi infrastrutturali, in generazione flessibile, reti e sistemi di accumulo, da effettuare nei prossimi anni. La nostra regione – terra di idrocarburi e di energie rinnovabili, oltre che di risorse idriche essenziali per il Progetto di realizzazione di un ‘hub idrogeno’ – ha tutte le condizioni per diventare un ‘laboratorio’ per i programmi di investimenti green.
E’ pertanto necessario ed urgente che la Giunta Regionale acceleri ogni iniziativa per garantire il passaggio verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Il nuovo corso della relazione tra attività estrattiva e Basilicata non può che essere ancorato a quattro pilastri tematici fortemente interconnessi: ambiente, sicurezza, lavoro, investimenti. Negli anni, il piano di questa relazione si è via via inclinato rispetto agli effetti dell’attività estrattiva su ciascuno di questi temi, ed è necessariamente da questi aspetti che occorre tornare a discutere per giungere a una nuova fase e a un nuovo patto che, uscendo dalla dimensione locale, guardi alla dimensione regionale dello sviluppo da un lato e degli impatti dall’altro.
Di qui l’idea che abbiamo lanciato nei mesi scorsi e che con il nuovo Avviso pubblico del Mite è ancora più attuale di promuovere gli ‘Stati Generali dell’Energia’, con la presenza, oltre che di amministratori regionali e locali, di SEL, Aql, ALSIA, Egrib, Unibas, Centri nazionali di Ricerca localizzati in Basilicata, Ordini Professionali, Istituti scolastici, imprese, associazioni, altri soggetti del Terzo Settore e tutti gli stakeholders interessati, a partire dalle società petrolifere in attività in regione.

Vincenzo Tortorelli, segretario UIL Basilicata

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