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A Villa d’Agri presentazione del libro “La Repubblica dei gigli bianchi” di Felice De Martino


Giovedì sera, alle ore 17,30, presso l’Aula Magna dell’istituto Tecnico agrario di Villa d’Agri sarà presentato il libro di Felice De Martino dal titolo “LA REPUBBLICA DEI GIGLI BIANCHI”.

Il libro racconta della storia di Filippo Gagliardi, ribattezzato don Felipe, un italo- venezuelano che partì emigrante per l’America e nel giro di pochi anni divenne uno degli uomini più ricchi del mondo. La storia di don Felipe viene raccontata, con occhi meravigliati ed increduli, da un bambino, l’autore, che cresce in un contesto di famiglia “allargata”, tipica del meridione d’Italia negli anni ‘50, avendo accanto il suo zio d’America, appunto “don Felipe”, che era diventato, nel corso degli anni, un affermato miliardario nella lontana Venezuela.

Filippo Gagliardi, tornato al suo paese natale, a Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno, dopo venti anni d’America, vuole cambiare il mondo e fondare lì un luogo ideale, LA REPUBBLICA DEI GIGLI BIANCHI, appunto, dove, con i suoi soldi, si possano realizzare sogni, come quello primario di soddisfare tutti i bisogni dei suoi concittadini. Costruisce quindi per loro: le case dove abitare, l’acquedotto per bere (promesso solennemente, in una sua visita, dall’allora Presidente del Consiglio De Gasperi e mai realizzato dal Governo), nuove strade e la caserma dei Carabinieri. Edifica, inoltre, la nuova cattedrale nella piazza principale del paese, ristruttura i cimiteri comunali, organizza mense popolari dove far mangiare la popolazione, finanzia interventi medici gratuiti presso cliniche private, in particolare a Montesano Scalo (clinica Fischietti) e a Salerno ( clinica Tortorella), istituisce asili per bambini e corsi serali per analfabeti nonché borse di studio per studenti meritevoli, befane e doni per i più piccoli.


Basti pensare che almeno 84 comuni del Vallo di Diano e dei comuni della vicina Val d’Agri beneficiarono di aiuti da don Felipe, tra questi anche il finanziamento a fondo perduto elargito al capoluogo Salerno di ben centomila dollari, in occasione dell’alluvione disastrosa del 1954. A questo bisogna poi aggiungere i venticinquemila dollari donati, nel 1952, alla provincia di Rovigo per gli alluvionati del Polesine. Insomma, in molti casi in questo angolo d’Italia, allora sofferente, Filippo Gagliardi rappresentò in molti casi lo Stato sostituendosi al governo nazionale. Con alto valore civile sostenne esempi di incisiva sperimentazione democratica in paesi ancora ancorati, soprattutto negli anni Cinquanta, ad un feudalesimo mascherato e ad un parafascismo democratico. L’autore racconta di quando suo zio Filippo si fece promotore e esecutore materiale dell’abbattimento del muro che teneva diviso il circolo “Cestari” frequentato dai notabili del paese e il dopolavoro frequentato dalla gente umile del paese con l’unico obiettivo che i ricchi e i poveri si dovevano mischiare.

Questi atti spinsero la Città di Filadelfia a concedergli, nel 1967 un anno prima della morte, per riconoscenza dei suoi meriti filantropici, la cittadinanza onoraria e la consegna delle chiavi della città. Una figura storica, quella di don Felipe, che andrebbe analizzata e chiarita dagli studiosi per dare a questo cittadino emerito del Mezzogiorno d’Italia una veste non più solo di mecenate e di benefattore fine a se stessa, ma di uomo – simbolo di un fenomeno singolare quanto produttivo in un momento particolare e difficile della storia d’Italia. Occasione sarà quella della presentazione del libro: la repubblica dei gigli bianchi per far incontrare amministratori locali lucani e campani ed annunciare la nascita della fondazione Gagliardi.

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