Società e Cultura

A Villa D’Agri la seduta di laurea in scienze infermieristiche




Il 14 novembre u.s., presso la sede dei corsi in infermieristica dell’UCSC di Villa D’Agri, si è tenuta la seduta di laurea che ha visto conseguire il titolo di dottore in infermieristica a dieci studenti che hanno concluso il proprio percorso formativo. Si è trattato di un evento che ha fatto ritornare alla memoria le sedute di laurea dell’era pre-covid, in quanto da tempo non si assisteva a un appuntamento in cui non c’era l’obbligo delle misure di contrasto alla diffusione del virus che hanno costretto, nei primi due anni di pandemia, a celebrare questa giornata in remoto come accadeva in tutte le università italiane. Ciò nonostante, la pandemia ha comunque segnato il percorso degli studenti che per oltre un anno sono stati costretti a seguire le lezioni online e ad avere non pochi problemi per svolgere le attività di tirocinio, pratica che è fondamentale per una professione come quella dell’infermiere. È merito del coordinatore e dei suoi collaboratori se tutto questo è stato reso possibile, così come è merito dei docenti che hanno assicurato la massima disponibilità verso gli studenti, ben comprendendo la particolarità del momento. Questo sforzo comune, in una sorta di alleanza tra docenti e studenti volta a realizzare gli obiettivi formativi necessari, ha permesso loro di raggiungere l’ambito traguardo. Ora si aprirà una nuova fase della loro vita in cui saranno impegnati nel mondo del lavoro e dovranno essere capaci di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti, non solo quelli relativi alle fondamentali conoscenze e competenze tecniche, ma anche quelle che attengono alla sfera dei rapporti con i pazienti, considerato che l’infermiere rappresenta la figura assistenziale più prossima a questi. Le prospettive occupazionali sono rilevanti, in considerazione delle criticità apparse in tutta la loro drammaticità in questi tre anni e della necessità di assicurare i necessari livelli assistenziali, e perfino di ampliare il ventaglio dell’offerta come previsto dal potenziamento dell’assistenza sul territorio dove, tra l’altro, l’infermiere di famiglia e comunità potrà essere una figura professionale strategica per il nuovo modello di sanità immaginato.

La seduta, presieduta del prof. Sgambato e a cui ha portato i propri saluti il sindaco di Marsicovetere, si è conclusa con la cerimonia, bella ed emozionante, della proclamazione dei neodottori dopo la lettura da parte loro di alcuni articoli del codice deontologico e del giuramento dell’infermiere, sempre pregni di significato e che racchiudono l’essenza della professione.

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