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A Guardia Perticara va in scena l’epilogo di una comunità che ha saputo camminare insieme per costruire il “senso del presepe di Francesco di Assisi”.

San Francesco, a Greccio, nell’anno 1223 ricostruì il contesto “paesano” dei momenti prima della nascita di Gesù. Curò i particolari creando un ambiente dove si evidenziavano le attività quotidiane e l’attesa di quell’evento che sconvolse, per la sua grandezza, il mondo intero.

Da più parti, ed in più parti, si mettono in scena Presepi come veri e propri “spettacoli” all’aperto, per dare il senso dell’atmosfera che caratterizzò quel momento prima della nascita di Gesù.  Girando per i paesi si vedranno in queste sere, scene “urbane” antiche, evocative di periodi passati che fanno riflettere sul tema centrale: Il Natale, il giorno che venne alla luce Cristo.

L’evento in sé è il motivo per cui San Francesco ricostruì a Greccio l’ambiente, al punto che venne definito “la Betlemme francescana”; il nesso, il tema era e resta uno solo: il giorno che trasformò il mondo e divise il tempo in Prima e dopo Cristo.

Stamattina, per le vie di Guardia Perticara, circolavano signore affaccendate con sacchi di farina, fascine, arnesi da massaia per appropinquarsi al luogo dove verrà riportato in scena la produzione del pane; proseguendo non potevano mancare caprette al guinzaglio in attesa della sera, falegnami e garzoni con assi di legno o asini carichi di sporte o fascine che “rodeavano” con le briglie strette tra le mani dei contadini venuti d’uopo per la manifestazione. Che dire delle ancelle, degli angeli, di Maria e Giuseppe che si confondevano tra le casse di Peroni e Raffo agli ingressi dei Bar, in attesa della chiamata del regista, ideatore e sceneggiatore, Antony Gallo. Notabili in abiti damascati al braccio dei nobili mariti che, nel contempo ed in attesa, mercanteggiavano al cospetto dell’Ape Piaggio del “fruttarolo” di passaggio – si dovrà pure tornare alle case stasera ed incominciare a preparare il desino sontuoso e i manicaretti per il periodo – .  I zampognari, che prima di rientrare nel ruolo e nel contesto, zampogna in resta, ne approfittano per una birretta. La cortigiana, con fascina in una mano e shoppers CONAD nell’altra ne approfitta per salire a casa la spesa, i figli non hanno tempo sono impegnati a sistemare il fieno dove la scenografia ci restituirà il luogo della natività, il Presepe, la “mangiatoia” per l’appunto.

È un fermento continuo, una confusione di abbigliamento e di intreccio del tempo che confonde, ma centra l’obiettivo francescano nel ridare attenzione al giorno più importante per il mondo cristiano.

Ed il senso del presepe sta nell’aver coinvolto un popolo intero a realizzare scene evocative importanti, nel mentre si sperimentava che la comunione e la socialità tra cittadini rende felici proprio come erano felici a Betlemme quando aspettavano la nascita del “Salvatore”.

Con la guida e regia di Antony Gallo, con la proficua collaborazione dei tanti della Pro Loco Guardiese e sotto l’egida dell’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco, Pasquale Montano e delle “assessoresse, Maria Montani (Vice Sindaco) ed Anita Imperatirce,  a Guardia Perticara va in scena, alle 17:00 di sabato 20 dicembre, l’epilogo di una comunità che ha saputo camminare insieme per costruire il “senso del presepe di Francesco di Assisi”.

E nulla importa se alcuni saranno solo spettatori, la “quarta parete” non esisterà, ed ognuno sarà parte del contesto presepiale.

Gianfranco Massaro – Agos

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