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8 marzo, Cia: due generazione di donne per “seminare un futuro di cura e rispetto”

L’8 marzo delle donne della Cia-Agricoltori Basilicata ha due testimonial-simbolo: Ida Curcio, 27 anni, titolare azienda agricola “Natura e Essenze”, attiva dal 2016 con sede a Paterno e produce ortofrutta ed erbe officinali quali salvia, menta ,rosmarino e lavanda; Concetta Larocca, un’altra generazione, titolare di azienda con sede a Colobraro ,produzioni ecosostenibili e riconosciuta Agricoltrice Custode negli itinerari della biodiveristà agricola ed alimentare della regione.

Due generazioni di imprenditrici agricole che in occasione dell’8 marzo hanno invitato tutti a recarsi nei tanti vivai sparsi in Italia per acquistare e regalare piante e semi: azalee, begonie, primule, narcisi e rose, ma anche piante officinali e piante alimentari. Un’azione “verde” per sensibilizzare i cittadini sul valore di agricoltura e ambiente e sulla straordinaria biodiversità dell’Italia, ma anche un gesto simbolico per celebrare le fonti di ogni vita.

Il suolo, i semi, le piante -secondo le associazioni Cia, Donne in Campo, Agia e Anp – rappresentano il primo anello della catena alimentare e sono il simbolo della sostenibilità ambientale. Difenderli e curarli è il compito di tutti, a partire dal mondo agricolo che ogni giorno contribuisce a garantire la sicurezza alimentare valorizzando la biodiversità. Il rispetto della natura è un passo fondamentale per contrastare la cultura della sopraffazione che causa la violenza contro donne e anziani. Per imparare a rispettare e a valorizzare la diversità e la biodiversità, quale migliore esercizio che accudire e crescere una nuova vita vegetale.

Il connubio straordinario tra donne e agricoltura – sottolinea una nota  – passa attraverso l’amore per la terra, l’attenzione alla salubrità dei prodotti e ai processi produttivi, nell’impegno a tramandare le culture locali alle nuove generazioni e nell’innovazione, caratteristica determinante dell’imprenditoria femminile. Un impegno – si aggiunge – che permette alle agricoltrici di “ricucire” lo strappo tra tradizione e innovazione ricongiungendo passato, presente e futuro in un “continuum” che ridisegna un sentiero comune per tutta la collettività.

Le donne sono impegnate nella valorizzazione di tutti i metodi di produzione agricola ecocompatibili con particolare attenzione alla salvaguardia della stabilità e alla fertilità dei suoli. Allo stesso tempo vogliono introdurre con la ricerca innovazioni culturali, di processo, di prodotto e di diversificazione delle attività aziendali a integrazione del reddito. Sono impegnate a trasmettere alle nuove generazioni i valori dell’agricoltura con le fattorie didattiche, ad offrire le loro aziende per l’accoglienza degli anziani, dei disabili e degli emarginati, delle donne in difficoltà a difendere l’agricoltura di montagna.

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