Petrolio in Val d'AgriPrimo Piano

Viggiano. Michele Montone su cambio d’appalto dei lavoratori Rina Sis







In merito alla vicenda del cambio d’appalto dei lavoratori Rina Sis vorrei sottolineare un paio d’aspetti politici della vicenda. La prima considerazione è che giustamente Confindustria dice che il contratto di sito è stato rispettato, ma ciò che non è stata rispettata è la tipologia contrattuale da applicare ai contratti d’assunzione dei lavoratori . E non è una questione di poco conto in quanto anche sulla vicenda contrattuale la Val d’Agri diventa un campo sperimentale per il famoso contratto unico dei privati che da anni è oggetto di discussione in tutti i tavoli sindacali. La riforma dei contratti prevede un unico contratto pubblico, un unico contratto per i privati ed altrettanto per i servizi. Giusto o meno non è questa la sede adatta anche se questo tema è parte nascosta nella vicenda che riguarda i lavoratori dell’ATI Rina Sis. Altra questione prettamente politica in questa vicenda è l’atteggiamento della committente (innominabile) che è un’azienda privata per il 67% e pubblica per il restante 33. Il Ministero dell’economia e delle finanze nomina è da poco lo ha fatto, l’Ad e buona parte del consiglio di amministrazione. L’essere un po’ in un modo è un po’ in un altro è un punto di forza a seconda delle questioni e dei problemi che la capogruppo deve affrontare. In questa vicenda che riguarda l’Ati Rina Sis primeggia l’utile agli azionisti dunque l’aspetto privatistico della società ENI. Non è la prima volta che la committente si fa gioco delle comunità locali con questo modus operandi che si ritrovano non per colpa loro ovviamente. Da anni la politica di sinistra, Bersani docet, ha avviato una serie infinita di riforme e controriforme che hanno dapprima sminuito il lavoro in se e in seguito avvilito e svenduto aziende di stato che erano fiore all’occhiello dell’Italia operosa. Enel, ENI, le industrie navali. Perché si fecero riforme in questo senso? Perché bisognava recuperare liquidità dalla vendita dei pacchetti azionari delle aziende di stato. Allora si disse che l’Europa ci imponeva sacrifici oltre che di modificare un regime monopolista verso una liberalizzazione dei servizi. I sacrifici dell’Europa continuano ….

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Come sempre ha fatto l’Europa negli ultimi 20/30 anni ha lanciato l’input ,poi ogni paese ha fatto a modo suo con il risultato che noi abbiamo svenduto interi gioielli di famiglia a differenza che so di Edf in Francia o di altre aziende di stato in Spagna o Germania. Tafazi ci fa un baffo. Insomma lo scenario entro il quale si muove questa battaglia dei lavoratori ATI RINA SIS parte da lontano e si inserisce in un contesto dove anche il costo del barile di petrolio non aiuta. Infatti, quest’ultimo continua a rimanere al di sotto dei 50$ dollari barile e l’azienda capogruppo fa uscire parte dei suoi utili risparmiando anche sui contratti dei lavoratori. Minimizzare le perdite per massimizzare il profitto è la regola dell’impresa privata. Regola giustissima ma alzando il tono della polemica mi viene da chiedere dove è finito il profitto quando il barile era ad oltre 100 dollari e anche in quell’occasione purtroppo si continuava a speculare sui contratti aziendali? C’è poi un’altra considerazione da farsi che mi trova d’accordo con quanto richiesto dai lavoratori dell’ATI RINA SIS. Ossia il fatto che si vuole svilire per ragioni di ripicca nei confronti di questo territorio che ha avuto il coraggio di affrontare la famosa multinazionale guardandola negli occhi senza inchini e riverenze, svilire dicevo il lavoro di coloro i quali sono impiegati in uno stabilimento oggetto di normativa Seveso ter. Circola su facebook la battuta di un cittadino che dice che la capogruppo utilizza il contratto del commercio o delle imprese delle pulizie, non ci credo ma il dubbio mi assale. Poi se proprio della nuova contrattualizzazione non si potrà fare a meno …..mi auguro che i lavoratori dell’ ATI passino alla FIOM CGIL, un sindacato con le palle, l’ultimo baluardo, l’ultima difesa composta da gente cazzuta a difesa dei diritti finora calpestati da privati e aziende di stato.

Michele Montone consigliere con delega all’occupazione comune di Viggiano


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