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A rischio 104 lavoratori dell’indotto Eni


Oggi beneficiano del vantaggioso contratto del settore energia, ma in futuro potrebbero doversi accontentare di quello da metalmeccanici. Sono i lavoratori della Rina – Sis, azienda dell’indotto Eni che si occupa della gestione della sicurezza del Centro Olio, a cui sta per subentrare il gruppo danese Maersk. Generalmente, tra i vari rischi di un cambio di appalto c’è quello dei tagli. Non è questo il caso perché il passaggio di tutti i dipendenti alla nuova azienda sembra garantito. Si profila, invece, un cambio di contratto, vale a dire i lavoratori che attualmente beneficiano del contratto del settore energia verrebbero trasformati in metalmeccanici. Cosa che presuppone una diminuzione dello stipendio. I lavoratori non ci stanno e nei giorni scorsi non hanno firmato l’accordo con i sindacati. Ora un centinaio di loro, quasi tutti lucani, rischiano di perdere il posto. E l’allarme lanciato da sindaci e amministratori della val d’Agri durante un incontro che si è tenuto nel centro sociale di Viggiano, voluto dagli stessi lavoratori della ex Rina Sis.



Adesso i primi cittadini chiederanno un incontro ad Eni per cercare di trovare una soluzione alla vertenza che rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba sociale. “C’è il rischio di perdere le professionalità migliori”, avverte il sindaco di Viggiano, Amedeo Cicala: “Noi faremo di tutto per impedire che il contratto energia venga toccato. E’ necessario garantire i diritti e la dignità dei lavoratori. Parlo a nome di tutti i sindaci della valle, compresi i primi cittadini di Corleto Perticara e di Calvello”. Nei giorni scorsi i lavoratori avevano tenuto un presidio davanti la sede della Regione, sempre con il medesimo obiettivo: “Sono a rischio ore contrattuali e posti di lavoro”. I lavoratori erano stati poi ricevuti dal direttore generale Vito Marsico, il quale aveva assicurato di entrare in merito alla questione del cambio di appalto attraverso un tavolo con tutte le parti coinvolte che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni allo scopo di verificare se l’applicazione del patto di sito e in particolare l’asse 5 sia stato rispettato in fase di trattativa fatta in precedenza nei tavoli di Confindustria. Sono 123 i lavoratori coinvolti nel cambio di appalto, di cui 104 lucani. Nell’incontro che si è tenuto al centro sociale sindaci e lavoratori hanno fatto il punto per cercare di venire a capo di questa vicenda che si trascina ormai da alcuni mesi.

FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno

Pino Perciante


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