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Abolizione vitalizi: Idv, sana ventata di buon centrosinistra


“Finalmente nell’aula del Consiglio Regionale è tornata una sana ventata di buon centrosinistra che, rinnovato in idee e progetti, ha ancora tanto da dare al servizio della nostra gente e dei nostri territori”. E’ il commento del segretario regionale di Italia dei Valori Angelo Rosella alla decisione di revoca delle norme sui vitalizi.
“Bisogna riconoscere al Presidente Pittella – aggiunge – di aver avuto coraggio nel metterci la faccia interpretando un comune sentimento di indignazione molto diffuso nelle nostre comunità contribuendo con il suo gesto a sgomberare il campo da sospetti e a ridurre il solco, purtroppo ancora profondo, tra istituzioni e cittadini. Ogni gesto che sottintende l’impegno a interrogarsi sulle motivazioni della stanchezza della democrazia, perché è chiaro a tutti che il nostro Paese, come gran parte dei sistemi occidentali, vive una fase di sofferenza del sistema democratico – afferma Rosella – è utile, tanto più se animato, come ha ricordato Pittella, dai valori di eticità, correttezza, trasparenza e compostezza di azione. Siamo in un’epoca in cui l’ideale appare appannato. A determinare la frattura con la democrazia è essenzialmente il venir meno della promessa di benessere, sviluppo e crescita che il modello ha rappresentato, specie per i ceti bassi, nel corso degli ultimi 60 anni. C’è in proposito un’ interessante indagine della Swg sullo “stato di salute della democrazia” che ci aiuta a comprendere meglio queste dinamiche: secondo gli italiani il progresso del modello democratico vuol dire, innanzitutto, aumentare i livelli di benessere delle persone (30%). Un ruolo di cui sono convinti in primo luogo i Millennials (33%) e i ceti medio bassi (35%). Una mission che, con l’incedere ormai decennale della crisi, non solo è venuta meno, ma appare anche ben lontana dal potersi realizzare nel futuro. Ma attenzione: guai – continua il segretario di IdV – se si affermasse l’idea che nel nostro Paese si c’è spazio solo per una democrazia delle élite.
Per questo salutiamo la saggia scelta del Consiglio Regionale come un primo importante segnale a cui dar seguito con altri provvedimenti taglia-privilegi degli eletti dai cittadini, eliminazione di sprechi e contestualmente azioni per allargare la partecipazione. La sfida per la democrazia che si apre per i prossimi anni ha connotati complessi. Essa coinvolge aspetti profondi come il ridisegno del modello di vita sociale e democratica e richiede, innanzitutto, l’ impegno eccezionale della politica ad interpretare sempre – anche tornando indietro ai propri passi come è accaduto ieri – il comune sentire dei cittadini”.


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